24 February 2025

Paesaggi aperti

dalla rubrica ARGOMENTI

PAESAGGI APERTI è un progetto che sviluppa un modello multidisciplinare di formazione volto a implementare le “Comunità di patrimonio” sfruttando la rete di relazioni fisiche, economiche e sociali del territorio con pratiche collaborative all’interno del paesaggio. Nel rileggere l’attività che il sociologo Danilo Dolci promosse in Sicilia a partire dagli anni ’50, il progetto si basa su comunicazione, partecipazione ed empowerment delle comunità ed esplora l’attuale condizione sociale della Sicilia. Per restituire identità e appartenenza con una organica strategia d’innovazione sociale declinabile in una serie di progetti di rigenerazione e costituzione di “paesaggi aperti alla comunità”, il progetto PAESAGGI APERTI ha promosso il coinvolgimento di cittadini, associazioni ed enti pubblici. Tra le varie attività sviluppate i due progetti, rispettivamente dedicati alla Via Reale di Favara e al Quartiere Antico Corso di Catania, hanno offerto l’occasione per confrontarsi con le molteplici sfide della rigenerazione attuata in contesti che, pur essendo ricchi di identità, storia e paesaggio, attendono di essere riattivati riconquistando un ruolo all’interno della città.

“Paesaggi aperti per abitare Favara”: render di progetto “disegna la tua città” e “Invasione verde”

PAESAGGI APERTI PER ABITARE FAVARA parte dall’idea che la Sicilia può costituire il terreno di prova ove sviluppare pratiche di rafforzamento e coinvolgimento delle comunità; da questo punto di vista la città di Favara, con il suo concentrato di molteplici memorie e dirompenti forze creative, rappresenta un significativo case study poiché offre un terreno di ricerca e azione per sviluppare pratiche laboratoriali che delineano nuovi paesaggi dell’abitare e peculiari visioni urbane rigenerative, inclusive ed innovative. Focus dei laboratori e del progetto “Paesaggi Aperti per Abitare Favara” è stata la rigenerazione del sistema urbano che si snoda lungo Via Reale, uno degli assi del centro storico della città oggi sempre più degradato e pressocché inaccessibile causa l’abbandono di gran parte delle abitazioni. Nonostante il degrado diffuso Via Reale preserva un riconoscibile patrimonio di memoria e una peculiare organizzazione urbana tipica del compatto tessuto connettivo della città antica. Quella offerta da Via Reale è dunque una condizione feconda per delineare nuove strategie di rigenerazione urbana capaci di ri- abitare e ri-significare i luoghi, affrontando in modo sistemico le sfide del degrado urbano, dei cambiamenti climatici, del declino demografico e dell’integrazione sociale dei migranti. Il processo progettuale delineato, non a caso, è sviluppato in sinergia con l’esperienza di Farm Cultural Park: un esempio di rigenerazione attuata dal basso che, partendo dal rilancio di una porzione di centro storico, sta “propagandosi” in altre aree urbane e sta invertendo la condizione di marginalizzazione e ritardo strutturale in cui versa da decenni Favara. Attraverso una proposta di masterplan i progettisti invitati ad elaborare il progetto hanno delineato le strategie per realizzare un quartiere che risponda alle esigenze attuali riuscendo, al contempo, ad anticipare ed accogliere le domande future. Lungo Via Reale è infatti possibile immaginare nuovi paesaggi dell’abitare ove, sviluppando un bilanciato rapporto tra la dimensione antropica e quella naturale, potranno essere accolte nuove forme di comunità. Il progetto mira a risignificare questa porzione urbana delineando una “città giardino” che fiorisce tra i vuoti determinati dai crolli della città vecchia riattivandola mediante un processo di riuso e metabolizzazione.

“Paesaggi aperti per abitare Favara”: masterplan di progetto

“Paesaggi aperti per abitare Favara”: render di progetto “strade di pietra e orti sospesi lungo Via Reale”

PAESAGGI APERTI PER ANTICO CORSO Il Quartiere Antico Corso a Catania con le sue molteplici stratificazioni, archeologiche, monumentali, sociali, ha costituito un fertile terreno di ricerca ed azione per sviluppare pratiche laboratoriali volte a delineare alcune visioni urbane rigenerative e inclusive. Il focus del progetto è stato lo spazio pubblico che si innesta tra i grandi interventi di ristrutturazione urbana previsti dalle Legge Regionale 13/2015 per il quartiere, il verde pubblico, la fruizione delle numerose presenze archeologiche che permangono nell’area, la valorizzazione paesaggistica delle tracce della colata lavica del 1669. Tali aree rappresentano una condizione feconda per delineare strategie di rigenerazione urbana capaci di recuperare il senso della memoria dei luoghi, affrontando anche le sfide del degrado urbano, del recupero della biodiversità, dell’integrazione intergenerazionale, dell’accessibilità e dell’inclusione sociale. A conclusione del lavoro di conoscenza svolto in collaborazione con gli stakeholders è stata inaugurata la mostra “Paesaggi aperti per Antico Corso. Tra storia e progetto: tracce per rigenerare luoghi e comunità” che traccia una lettura diacronica del paesaggio urbano della città di Catania a partire dalle sue condizioni più antiche, con focus sul Quartiere Antico Corso, oggetto di numerosi tentativi di trasformazione nel corso dei secoli, riscontrabili nei piani e programmi urbanistici illustrati e in alcuni concorsi di idee e di progettazione. Il tessuto urbano, complesso e articolato, è caratterizzato da spazi storicamente connotati e da spazi residuali che spesso faticano a dialogare tra loro, per motivi non soltanto di ordine urbanistico e architettonico ma anche sociale. L’attenzione del progetto “Paesaggi Aperti per Antico Corso” è stata posta su quegli spazi esterni quasi dimenticati ma che hanno una grande valenza per gli abitanti del luogo. Nell’idea di rileggerne le relazioni focalizzando l’attenzione sul sistema delle connessioni, i progettisti invitati hanno immaginato una infrastruttura leggera che serve da “fil rouge” identificatore dei percorsi del complesso tessuto urbano. Un reticolo aereo, sostenuto da semplici supporti verticali, che è contemporaneamente un sistema di illuminazione, di irrigazione o nebulizzazione di acqua.

“Paesaggi Aperti per Antico Corso”, Catania. Masterplan e ideogramma di progetto

Pur nelle loro evidenti peculiarità, le strategie di ricerca e azione delineate nei progetti di PAESAGGI APERTI hanno permesso l’individuazione di una modalità di intervento capace di innescare un processo di rigenerazione culturale e sociale dei contesti indagati. I due progetti hanno indicato le rotte che renderebbero possibile l’attivazione di un osservatorio partecipato di ausilio, confronto e monitoraggio nell’ambito del rinnovo degli strumenti pianificatori ai sensi della riforma urbanistica regionale del 2020 rendendo al contempo evidente un modello di formazione e inclusione che, pur partendo dalle specificità dei territori, setta una metodologia operativa variamente adattabile a ciascun contesto.

Questo articolo è pubblicato in l’industria delle costruzioni 496 -Città in Scena – dic/mag 2024

Abbonati alla rivista per accedere alla versione integrale di questo contenuto

Articoli correlati

I progetti del Parco Archeologico dell’Appia Antica

anni ’50 ’60 del Novecento. Danilo Dolci e Bruno Zevi: cosa li ha uniti?